venerdì 12 novembre 2010

Day and night

C'era una volta la notte che se ne stava da sola, avvolta nella nebbia. Ad un tratto, facendosi largo con un debole fascio di luce, arrivò il giorno, un po' assonnato, un po' umido, cercando di attaccar bottone con la notte.
La notte, piegata sotto il peso del mantello di nebbia, aggredì il giorno: "Che fai già qua? Vai, è ancora presto, poi è novembre, potresti startene anche a casa, non hanno bisogno di te!"
"Come no, cara notte!" ribattè il giorno "hanno bisogno di me e, strano ma vero, anche tu hai bisogno di me."
"E per quale motivo dovrei aver bisogno di te?" rispose la notte piuttosto seccata "io i miei orari li conosco, da sola sto bene, non ho bisogno dell'aiuto di nessuno."
"Tu credi che io non mi sia accorto, cara notte, che grazie a me, vai a riposarti in pace ogni giorno. Ti vedo, non riesci a nascondere un sorriso appena prima di voltarmi le spalle. Questo perchè, per quanto diversi, io e te non possiamo vivere separati e senza pensarci reciprocamente. Certo, tu sei la tenebrosa e devi mantenere questa tua buia apparenza. Ma dentro di te hai la mia luce che all'inizio diminuisce e alla fine aumenta pian piano. Siamo così diversi, ma in fondo così uguali!"
La notte non sapeva proprio come rispondere. Si scrollò di dosso il pesante mantello di nebbia, si mosse un po' a fatica e strinse forte il giorno in un lungo abbraccio, così lungo e così caldo, che gli uomini quella mattina di novembre non poterono credere a quella insolita, incredibile alba.

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